Come l’informazione che produciamo si può trasformare in servizio

6 thoughts on “Come l’informazione che produciamo si può trasformare in servizio

  1. Sale a dismisura l’interesse delle aziende per la formazione digitale, anche la PA deve adeguarsi ai tempi che cambiano !

  2. L’interesse è dovuto dal crescere dello smart working, a breve parleremo anche di quello.

  3. Sulle pagine del Corsera grande inchiesta su Italia digitale – la tecnologia che cambia.
    Classi 2.0, LIM (Lavagne Interattive e Multimediali), aule intelligenti, … , analisi iniziata martedì 17 novembre e che continua nei prossimi martedì 24 novembre e 1 dicembre.
    In Italia meno di 1 computer ogni 10 allievi, media europea 1 computer ogni 4 allievi !
    Solo il 20% dei docenti capaci di utilizzare le nuove tecnologie; un gap formativo per allievi e formatori da colmare al più presto. Basterà il miliardo messo a disposizione da Buona Scuola ? Basteranno i nuovi programmi riassunti nelle 35 “azioni” del Piano nazionale scuola digitale che coinvolgono fibra e banda ultra-larga, laboratori, competenze digitali avanzate, robotica, elettronica educativa, serious play e story telling ? Ancora più preoccupante la cattiva gestione che fino ad oggi ha contraddistinto innovazione e tecnologia nella scuola italiana.
    Ultimo atto dell’inchiesta l’evento il 3 dicembre all’Unicredit Pavilion di piazza Gae Aulenti a Milano cui si partecipa gratuitamente previa registarzione.

  4. Un modo efficace di fare formazione: MICROLEARNING YES OR NO?
    Una guida per capire se è lo strumento giusto per te

    ■ Una semplice suddivisione di un corso normale in micropuntate
    ■ Un nuovo modo per rendere disponibili online le slide d’aula
    ■ La semplificazione dei contenuti
    ■ Un metodo efficace solo per i Millennials (non é detto)

    Il Microlearning è l’e-learning in piccole dosi e ad alta frequenza che rende velocemente
    comprensibile il contenuto formativo. Ogni sessione richiede quindi un minor sforzo
    di attenzione su topic molto specifici e sintetici.
    L’elevata frequenza di distribuzione di questi brevi contenuti formativi consente una migliore
    efficacia nei processi di apprendimento in quanto l’attenzione dell’utente rispetto al tema
    viene tenuta costantemente alta.
    Grazie alla brevità dei contenuti è il metodo formativo che più si adatta ai dispositivi mobile.
    È un’innovativa forma di training tecnologico per catturare l’attenzione e aumentare la produttività della numerosa audience digitale che necessita di stimoli continui e informazioni sempre accessibili.

    5 BUONI MOTIVI PER AMARE IL MICROLEARNING

    1. Garantisce la continuità formativa
    Consente di prolungare gli effetti dell’attività formativa ricordando ai partecipanti, con frequenza regolare, i contenuti appresi.
    È un metodo ideale anche per animare i “periodi morti” tra un intervento formativo e l’altro (es. intervalli tra aule di un percorso). Allo stesso tempo garantisce continuità valutativa dispensando quiz che testano la comprensione degli argomenti trattati

    2. La gamification lo rende coinvolgente
    Si applicano le logiche di “gioco” tipiche del web e l’esperienza formativa diventa ancora più interattiva. Il training diventa divertente e soprattutto efficace grazie a scenari di simulazione, quiz, punteggi, livelli, sfide, classifiche e premi …

    3. Semplifica processi complessi
    Pur avendo accesso a un numero sempre maggiore di informazioni, il cervello è predisposto a imparare a “piccole dosi”.: il Microlearning organizza concetti complessi in piccoli pezzi. In questo modo, l’audience può metabolizzare e integrare nella propria quotidianità la singola fase prima di passare a quella successiva

    4. Si integra perfettamente con gli altri metodi formativi
    È un valido strumento usato da solo ma diventa ancora più potente quando inserito nel sistema formativo complessivo diventando il filo conduttore nella crescita delle persone

    5. Risparmi tempo (e non lo sprechi!)
    Il microlearning permette di raggiungere i destinatari dove (location e device) e quando (la pausa pranzo, il tragitto casa-lavoro, …) preferiscono, trasferendo anche parte della responsabilità della formazione sui fruitori che diventano parte attiva del percorso, riducendo così il livello di frustrazione

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