Disruptive innovation cos'è? Il caso UBER, la rottamazione delle regole e dei tassisti!

Nicholas Nova spiega: “la nostra abilità di comunicare e interagire sia come utenti che come produttori di informazione è sempre di più «anywhere, anytime, anyway» “; reti wireless, dispositivi mobili capaci di connettersi ad internet e la nuova rete di sensori costruiscono “una nuova membrana informativa intorno alle persone, luoghi ed oggetti”.

Apprezzo l’intervento del Professore del Politecnico Bertelè, che ha centrato il problema UBER, per disruption o meglio per disruptive innovation(innovazioni di rottura), si intende, stando a Clayton M. Christensen, economista che ha introdotto per primo tale definizione: innovazioni tecnologiche che permettono la creazione di un nuovo modello o strategia economica che ha un impatto elevatissimo, se non addirittura rivoluzionario, sul mercato preesistente, che sradica le regole di mercato precedenti imponendo le proprie, grazie al cambio della domanda, che può contare su perfomances differenti e migliorative. Esempi di innovazioni di rottura sono l’invenzione della carta, della televisione, del telefono cellulare, di Linux, ed anche i prodotti digitali come l’ebook ad esempio. Il processo puo’ avvenire in tempi brevi, oppure in un anno o anche in una decade, dipende sempre dal valore aggiunto dell’innovazione e dai processi sul quale si basa oltre che alle infrastrutture necessarie al supporto. Innovazioni disruptive stanno cambiando il nostro modo di vivere.Commodore 64

Qualche esempio di disruptive innovation include e descrizioni riportate da un sito specialistico:

Disruptor Disruptee
Personal computers Mainframe and mini computers
Mini mills Integrated steel mills
Cellular phones Fixed line telephony
Community colleges Four-year colleges
Discount retailers Full-service department stores
Retail medical clinics Traditional doctor’s offices

As companies tend to innovate faster than their customers’ needs evolve, most organizations eventually end up producing products or services that are actually too sophisticated, too expensive, and too complicated for many customers in their market.

Companies pursue these “sustaining innovations” at the higher tiers of their markets because this is what has historically helped them succeed: by charging the highest prices to their most demanding and sophisticated customers at the top of the market, companies will achieve the greatest profitability.

However, by doing so, companies unwittingly open the door to “disruptive innovations” at the bottom of the market. An innovation that is disruptive allows a whole new population of consumers at the bottom of a market access to a product or service that was historically only accessible to consumers with a lot of money or a lot of skill.

– See more at: http://www.claytonchristensen.com/key-concepts/#sthash.Mp0qlpG9.dpuf

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