1300 miliardi l’anno è il potenziale non sfruttato della social economy

1300 miliardi l’anno è il potenziale non sfruttato della social economy.

Sin dal 2008, con l’avvento e la crescita dei social network, avevo intuito che il sito aziendale poteva solo diventare un aggregatore di contenuti, è già mi divertivo con i primi badge, a rendere gli aggiornamenti del sito tramite facebook, ed ai clienti non dispiaceva usare il famoso social network, invece di cimentarsi con un pannello di controllo di un cms, come joomla, o drupal. L’esperimento lo avevo condotto con piccole aziende, che non hanno recepito fin da subito l’impatto dei nuovi mezzi di comunicazione, e si sono trovate impreparate a comunicare la propria immagine, in questo modo. Oggi ancora in molti hanno difficoltà a comprendere l’importanza della comunicazione digitale, ma soprattutto di come è cambiato il marketing e di come reinventarsi ed uscire dai meccanismi tradizionali della pubblicità. Quello che oggi richiede la rete è proprio l’autenticità, l’originalità e la validità dei contenuti pubblicati riguardo la propria immagine professionale, questo presuppone nuove figure professionali, che non creano da subito utili, ma investono nel medio lungo periodo, la carenza di lavoratori specializzati nel marketing web, come curator content, web writers, web community manager ecc,  sebbene adesso iniziano ad essere ricercate queste figure, è perchè non c’è sensibilità verso l’idea di auto promoting, che non vale solo per le aziende ma anche per liberi professioniti o free lancer.

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