Le aziende ICT italiane sanno assumere?

Purtroppo ahimè, rimanendo senza lavoro perché mi è scaduto il contratto a fine anno, mi ritrovo a fare colloqui di lavoro, e spesso negli ultimi mesi, sono stato chiamato da società che si occupano di recruiting sul territorio.
Ero preparato che fosse dura, perchè in tempo di crisi, è chiaro che le aziende non fanno sconti a nessuno, ma l’esperienza che vi voglio raccontare riguarda gli ultimi tre colloqui, per una figura da programmatore dot net, linguaggio microsoft, la prima azienda mi ha fatto incontrare con un selezionatore, del quale non mi sono state dette le competenze, si è presentato solamente dicendo che si occupava di risorse umane.
Ha cominciato subito a chiedermi come mai tante esperienze diverse negli anni di esperienza, ma poi si è accorto che non aveva letto bene il cv mentre gli rispondevo, alla fine dopo tante domande un po’ ordinarie, mi ha chiesto i miei punti di forza e di debolezza, una domanda a trabocchetto, ma era pensabile visto che si occupa di risorse umane.
avevo mal digerito la questione, non ma non l’ho dato a vedere, poi incalza chiedendomi cercando di trovare eventuali punti di debolezza, in quel momento sinceramente non mi veniva in testa nulla, e non ho risposto in maniera convinta.
L’ultima domanda riguardava quale posto di lavoro mi fossi trovato meglio, io ho pensato alla crescita professionale, ed alla tranquillità dell’ambiente di lavoro, ed avendo lavorato in Vaticano, risposi a modo, ma l’interlocutore ascoltando la mia risposta si irrito un pochino credendo che fosse una risposta ironica, ci salutammo ed il responso a distanza di giorni non fù positivo.
Il secondo colloquio durò due ore, con domande specifiche sulla materia, e poi una serie di quesiti riguardanti discipline universitarie come statistica ecc. non me la cavai male, ma l’esito fu negativo, e sono venuto a sapere che dopo tre mesi sono ancora alla ricerca della preziosa risorsa, dopo aver sostenuto molti altri colloqui ed avendo variato la richiesta delle competenze dei candidati nel frattempo.
Il terzo colloquio invece, era rivolto mezzora di intervista orale e poi due ore per rispondere a domande di livello accademico, dove invece di 4 risposte ce n’erano 6, con domande che spaziavano anche oltre le mie competenze.
Anche riuscii a rispondere a molte domande, ma poi non ero nella condizione di sostenere un vero esame, e finito il test, all’incirca venti domande, salutai e consegnai, e non li ho più sentiti, ma un mio collega anche lui ha sostenuto brillantemente la prova, ed anche l’orale, ma anche lui non li ha più sentiti, e stanno ancora cercando un programmatore. Ho tralasciato di raccontare un altra esperienza, dove anche qui non sapevano cosa cercavano, dopo la solita intervista conoscitiva, è arrivato il tecnico con il quale abbiamo parlato poco di programmazione, salvo spiegare nel dettaglio le mie attività professionali precedenti.
Ogni colloquio è durato mezza giornata, e questo si aggiunge ai miei costi da disoccupato, e l’impressione finale è sempre quella che l’azienda reclutatrice non sa cosa cercava nello specifico, spera di trovare qualcuno che abbia le esperienze e le competenze adatte alle loro esigenze, non solo professionali ma anche settoriali, ma poi deve essere anche molto preparato sulle materie extra lavorative, quindi non coincidono mai le richieste iniziali, e sembra che ormai il cv non lo legga più nessuno, si accontentano di scorgere le parole chiave che gli ha suggerito qualcuno, sopra gerarchicamente.
A tutti i colloqui salvo uno ero accompagnato da un rappresentante dell’azienda di body rental che tenta di collocarti da qualche cliente fornendoti un contratto precario, e licenziandoti a fine periodo, mi chiedo come puo’ a queste condizioni un professionista tenersi aggiornato e garantire una certa professionalità senza avere alcuna garanzia, tenendo conto che poi sei sempre a tempo determinato?

One thought on “Le aziende ICT italiane sanno assumere?

  1. Non esiste meritocrazia per gli strategisti, sviluppatori ed innovatori del Web la cui fatica non consiste solo nello svolgimento delle proprie mansioni specifiche ma nell’ estenuante lotta per far apprendere le nuove tecnologie a chi detiene il potere senza la dovuta conoscenza. Arduo e’ il compito di chi ” gia’ sa ” e si batte invano contro coloro che vogliono continuare ad ignorare. Onore a tutti voi Paladini del Web…!!!

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